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 “ Tra il 6 e l’8% degli italiani che entrano in ospedale vanno incontro a un’infezione ospedaliera, che in termini assoluti colpisce circa 700 mila persone l’anno, l’1% delle quali non riesce più a guarire”. Queste sono le cifre sbalorditive che sono il punto di partenza del convegno “ Pulizia e Sanificazione nelle Strutture Sanitarie e Socio-Sanitarie”, organizzato dall’Istituto Internazionale di Ricerca e patrocinato anche da AfidampFAB, che si è svolto a Milano il 23 e 24 marzo 2011.
Esperti rappresentanti di Direzioni Sanitarie, Direzioni Infermieristiche, Uffici Economato/Provveditorato, Servizi Prevenzione e Protezione, Farmacie Ospedaliere, Servizi di Igiene Ospedaliera e Microbiologia si sono alternati in questa due giorni per fare il punto sullo stato dell’arte della pulizia negli edifici ospedalieri, nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, e per proporre le soluzioni praticabili per fronteggiare un problema che ogni anno in Italia è la causa di un numero di decessi superiore a quello degli incidenti stradali.
Partendo quindi dal quadro normativo esistente, con riferimenti particolari alle principali novità introdotte dal Nuovo Regolamento Appalti (D.P.R. 207/2010) che entrerà in vigore il 9 giugno 2011, i relatori si sono addentrati in tutti gli aspetti che ruotano intorno ai servi di pulizia e sanificazione ambientale, sia che vengano gestiti internamente, ad opera di personale sanitario, sia che vengano esternalizzati: in entrambi i casi è di vitale importanza poter diffondere all’interno della struttura procedure, protocolli e linee guida universalmente condivisi a tutti i livelli (dall’operatore fino al medico) per quanto concerne le procedure di pulizia e sanificazione ed anche per quanto riguarda il controllo del servizio, con l’obiettivo di garantire elevati standard di qualità e di sicurezza.
Nel dettaglio è necessario organizzare e adottare regolari e periodiche misure igieniche di pulizia, in modo da ridurre a un livello accettabile i microrganismi veicolati dall’aria, dallo sporco e dalla polvere ambientale e si rende altresì indispensabile definire un protocollo di gestione dei servizi di sanificazione ambientale che comprenda le procedure di erogazione e di controllo. Il tutto tenendo sempre un occhio di riguardo alle nuove soluzioni che la scienza fornisce, come l’utilizzo della microfibra, della pulizia a vapore saturo secco, delle soluzioni idroalcoliche per il frizionamento delle mani, della nebbia secca al perossido di idrogeno oppure delle nanotecnologie agli ioni d’Argento.
Diverse case history hanno infine evidenziato che, nonostante le iniziali reticenze ai cambiamenti obbligatori per affrontare il problema delle infezioni ospedaliere, soluzioni di eccellenza sono già applicate in diverse strutture italiane. |