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Le Ri.Ba. vanno pagate tassativamente alla data di scadenza, altrimenti si è considerati insolventi. Come gestire i clienti che chiedono dilazioni?
Il 5 luglio è entrata definitivamente a regime anche in Italia, con dl 27/01/2010, la Direttiva Europea PSD (Payment Services Directive), che già dal primo marzo ha introdotto novità per le valute relativamente ai bonifici e alle carte di pagamento.
Ma dal 5 luglio sono in vigore anche le norme relative ai cosiddetti “Direct Debit”, cioè gli addebiti diretti che in Italia sono rappresentati da RID, Ri.Ba., MAV, RAV.
A noi ora interessano le Ri.Ba., ossia i pagamenti effettuati a mezzo di Ricevute Bancarie, emesse dal fornitore, che se ne serve per ottenere credito presso l’istituto bancario, che lo concede sulla base di una valutazione rispetto alla probabilità che il credito sarà rimborsato attraverso il pagamento della ricevuta.
Fino al 5 luglio, il cliente debitore aveva la possibilità di onorare la Ri.Ba. entro il terzo giorno lavorativo dalla data di scadenza. E questo, in un sistema come il nostro che utilizza le Ri.Ba. a saldo di fatture, con la consuetudine di emetterle a x giorni dalla data di fatturazione e di solito a fine mese, significa per il debitore la possibilità di utilizzare i giorni in più, rispetto alla data di scadenza della Ri.Ba., per elaborare a sua volta Ricevute Bancarie attive da potere anticipare, per avere la disponibilità finanziaria a pagare le Ricevute passive.
Due giorni per recuperare liquidità dai propri clienti e pagare i fornitori.
Dal 5 luglio tutto questo non è più possibile: da quella data, infatti, le Ri.Ba devono essere tassativamente pagate entro la data di scadenza scritta sulla Ri.Ba. stessa, con ordine di pagamento da fare pervenire all’Istituto di Credito entro l’orario di sportello della data di scadenza. Le Ri.Ba. non pagate saranno considerate insolute già il giorno successivo alla scadenza.
Facciamo un esempio: se a fine marzo sono state emesse fatture che prevedevano come condizione di pagamento Ri.Ba. 120 gg fine mese, avranno scadenza il 31 luglio 2010, quindi rientrano nella nuova normativa.
Ciò significa che il cliente deve disporre della liquidità sufficiente a onorare la scadenza tassativamente entro quella data, o, se non ha prestato sufficiente attenzione alle nuove norme, rimandare insoluta la Ri.Ba.
Il problema non è di poco conto, in quanto può investire un numero consistente di clienti, che, o per la consuetudine di effettuare fatturazioni a fine mese, o per scarsa organizzazione, o per tentare di guadagnare qualche giorno di valuta, o per poca liquidità e pochi fidi liberi, rischiano di non potere pagare entro fine mese, possono chiedere al fornitore di posticipare l’emissione delle Ri.Ba. al 5 o al 10 del mese successivo.
Abbiamo avuto notizie in questo senso da alcuni associati e abbiamo indagato anche in altri settori, constatando che effettivamente si stanno verificando questi scenari.
Che fare? C’è chi auspica un atteggiamento rigido e invita a rifiutare lo spostamento della data di emissione delle Ri.Ba.
Però così facendo, si rischia l’insolvenza da parte dei clienti meno accorti. E il fornitore, oltre a rimetterci il saldo della fattura, e a peggiorare il proprio cash flow, va incontro a un altro rischio, più dannoso per la sua attività imprenditoriale: infatti l’incremento di insoluti, generati dall’effetto della nuova normativa, può portare a un peggioramento del rating, quindi a un minore affidamento da parte delle banche con cui generalmente lavora. E non si deve dimenticare che la Centrale dei Rischi, alla luce delle rilevazioni “mandamentali”, penalizza fortemente la ricezione di insoluti più che la loro generazione.
Pertanto, anche se può essere fastidioso dilazionare gli incassi delle fatture, può essere opportuno agire con cautela, almeno in questa prima fase di applicazione della norma, tanto più che sono stati anche eliminati i giorni banca, cioè i giorni valuta, e la banca deve rendere disponibili le somme al cliente beneficiario che ha emesso la Ri.Ba. nella stessa giornata in cui avviene il regolamento interbancario (data di esecuzione + 1 giorno lavorativo). Pertanto, verrebbero in parte compensati gli inevitabili disagi.
È comunque certo che questa normativa rivoluzionerà il rapporto fornitore cliente, in quanto consentirà di operare una selezione oculata, e rivoluzionerà anche il rapporto con le banche, con inequivocabili vantaggi per tutti, in quanto consentirà una maggiore chiarezza per quanto riguarda gli affidamenti, con un minore rischio di sconfinamenti “tecnici”, quindi un minore rischio di dovere pagare interessi passivi. |