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Continua la Road Map di AFED Dopo Bologna e Napoli, un Workhshop ospitato da ANCE e una Tavola Rotonda nell’ambito del 2° Forum PA, per illustrare le linee guida del progetto normativo che riconosce al servizio di pulizia un ruolo determinante nella manutenzione degli immobili e per fornire alle Pubbliche Amministrazioni gli strumenti idonei alla definizione di capitolati d’appalto congrui. Una due giorni romana per Matteo Marino, presidente AFED, che ha partecipato, il 13 e il 14 maggio scorsi, a un Workshop e a una Tavola Rotonda incentrati, pur da angolature diverse, sulla gestione dei patrimoni immobiliari, in cui la pulizia professionale sta assumendo, anche grazie alla certosina attività di progettazione e divulgazione attuata dalla federazione, il ruolo fondamentale che le compete. Il giorno 13, presso la sede di ANCE, Associazione Nazionale Costruttori Edili, si è svolto il WorkShop “Manutenzione & Facility Management per le città- Pulizia manutentiva per gli immobili”, dove sono state presentate ufficialmente le linee guida tecniche e normative UNI per i committenti e le imprese, che per la prima volta considerano la pulizia parte integrante della manutenzione degli edifici. Organizzato da Terotec, in collaborazione con Ance, Afed, Anip/Fise e il Politecnico di Milano, il workshop ha evidenziato le problematiche della gestione del patrimonio pubblico, immobiliare e urbano, che in Italia non è ancora totalmente quantificabile, in quanto manca un censimento globale, particolarmente difficile soprattutto a livello urbanistico, come hanno evidenziato l’architetto Pier Luigi Mattera, Direttore Conservatoria Patrimonio Immobiliare del Comune di Roma e l’ingegner Scudellari, dirigente del Settore Lavori Pubblici e Manutenzione Urbana del Comune di Bologna.
Tuttavia, territorio urbano e patrimonio immobiliare necessitano di manutenzione, e sta sempre più emergendo la necessità di considerare sia l’uno che l’altro in stretta relazione tra loro, i beni immobiliari devono essere inquadrati nel contesto del territorio, per cui il servizio di manutenzione dovrebbe essere ipotizzato come servizio di filiera e progettato tenendo conto delle numerose variabili che possono interagire. Nel corso del Workshop sono state illustrate esperienze in questo senso attuate dai Comuni di Bologna, Modena e Roma, che hanno confermato la necessità di definire linee guida tecniche e processuali a supporto di tutti gli operatori – committenti, imprese e professionisti - della filiera di mercato dei servizi integrati per i patrimoni immobiliari. Necessità che si è tradotta in due progetti normativi UNI: uno relativo alla “manutenzione e facility management per le città”, i cui contenuti e finalità sono stati illustrati dall’architetto Silvano Curcio, direttore di Terotec e docente dell’Università Federico II di Napoli; l’altro inerente alla “pulizia manutentiva per gli immobili”, descritto da Matteo Marino, presidente AFED e rappresentante di CPS-Comitato Permanente Settore Pulizie Professionali, che ha definito di importanza fondamentale il riconoscimento, da parte della Sottocommissione 3 di UNI (che opera nell’ambito non dei servizi ma della manutenzione), al servizio di pulizia della funzione non più solo di eliminazione dello sporco o di sanificazione ambientale, ma quella, determinante, di protezione e manutenzione delle superfici, quindi di rivestire un ruolo importante nella tutela del patrimonio immobiliare pubblico. Matteo Marino ha però sottolineato come la normazione sia assolutamente necessaria anche perché, troppo spesso ancora, le pubbliche amministrazioni, nel momento in cui stipulano bandi di gara o valutano le offerte per aggiudicare gli appalti del servizio di pulizia, denotino una scarsa conoscenza delle metodiche, delle tecniche, degli strumenti e del loro utilizzo. Concetto ribadito nel corso della Tavola Rotonda a conclusione del “3° Forum Nazionale sui Patrimoni Immobiliari Urbani Territoriali Pubblici” svoltosi il 14 maggio presso la Nuova Fiera di Roma. Organizzato da Terotec e Forum PA, in collaborazione con il Dipartimento della Funzione Pubblica e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, promosso da AFED, Agesi, Ance, Ancst/Legacoop, Andigel, Anpci, Fiaso, Intercent-ER, Itaca e Taiis, il forum e la tavola rotonda sono stati l’occasione per mettere a confronto i rappresentanti della committenza pubblica e delle imprese e lanciare il progetto di un tavolo permanente di lavoro della “partnership pubblico-privato”, con l’obiettivo di affrontare le sofferenze indotte dalla crisi economica anche nel mercato dei servizi rivolti ai patrimoni pubblici. Al centro del dibattito le gare d’appalto, troppo spesso mal gestite, per mancanza di conoscenza, da parte della committenza, di formazione adeguata, di controlli. Matteo Marino ha indicato proprio nella mancanza di conoscenza l’elemento di fondo che determina la criticità progettuale degli appalti pubblici e ha indicato, oltre che nei percorsi di formazione legati alla scuola e a momenti di confronto come, appunto, tavole rotonde, seminari, convegni, nell’utilizzo di parametri di riferimento la via per arrivare a definire e a valutare la congruità degli appalti. Come gli indici di produttività realizzati da AFED, per numerose tipologie di ambienti, additati anche dall’Autorità per la Vigilanza come modello cui rifarsi in assenza di normativa in proposito. Ma i parametri, per avere un valore oggettivo, devono essere riconosciuti da tutte le parti in gioco, quindi condivisi sia dalle associazioni delle imprese, sia dalla committenza, come avvenuto per gli indici della sanità, che sono stati validati dalle imprese e da ANMDO e FIASO, o come per gli altri indici di produttività, che sono stati stilati con l’apporto determinante delle associazioni di imprese, in particolare Anip/FISE, Ancst/Legacoop, Confcooperative, Fnip Confcommercio, CNA, le quali hanno dato vita, insieme con AFED, al Comitato Permanente Settore Pulizie Professionali, per lo studio e la realizzazione di strumenti tecnici che contribuiscano a dare trasparenza e competenza al mercato. |